Empowerment – Rassismuserfahrungen und Strategien der Selbstermächtigung

Dieser Workshop ist nur für Black People und POC geöffnet, da wir Rassismuserfahrungen in einem Safe Space austauschen möchten.

In diesem workshop gibt es Raum, um Rassismuserfahrungen zu teilen und Handlungsstrategien zu erarbeiten, die uns Möglichkeiten geben, um dem Ohnmachtsgefühl entgegenzuwirken. Es wird auch einige Übungen geben, um uns auch körperlich zu stärken und uns gegenseitig Energie zu geben

Autobiographie von Sakine Cansiz

“Mein ganzes Leben war ein Kampf” (Sakinè Cansiz, Mitbegründerin der kurdischen Befreiungsbewegung)

Bis zu ihrem gewaltsamen Tod am 9. Januar 2013 hat sie ihren Kampf ohne Unterbrechung fortgesetzt. Zwischen 1996 und 1998 hat sie drei Bände ihrer Autobiographie in den Kurdischen Bergen und im Nahen Osten geschrieben. Das erste Buch erzählt die Gründungsgeschichte der Bewegung aus der Perspektive einer Frau. Es geht um ihre Kindheit, beginnend mit ihrer Geburt und der Beschreibung ihrer Familie, die Umstände, in denen sie aufgewachsen ist, wie sie die Befreiungsbewegung kennengelernt hat, die Arbeit, die sie in dieser Zeit verfolgt hat und die politischen Entwicklungen, ebenso wie ihre Verhaftung im Jahre 1979. Der zweite Band handelt von den Jahren 1979 bis 1990, die Sara in den türkischen Gefängnissen verbracht hat; eine widerständige Erzählung gegen die Entmenschlichung, eine Erzählung von Willenskraft und unerschütterlicher Hoffnung. Sie erzählt vom legendären Widerstand der Gefangenen im Gefängnis von Diyarbakir nach dem Militärcoup in der Türkei im Jahre 1980. Es ist die Erzählung einer Frau, die sich der physischen und psychologischen Folter nicht beugt, der es gelingt, außergewöhnliche Momente von Solidarität unter Frauen auch in den unmöglichsten Situationen zu schaffen; die aber auch von Liebe spricht, und wie diese einen vollendeten Sinn nur innerhalb des revolutionären Kampfes erreichen kann. Der dritte Band berichtet von der Zeit nach ihrer Befreiung, die sie teils in der Parteiakademie, teils in den Bergen mit der Guerilla verbringt. Für die kurdische Frauenbewegung ist diese Trilogie ein bedeutendes Werk, welches die Geschichte ihrer Entstehung erzählt, vermittelt durch eine ihrer wichtigsten Protagonistinnen.

Prendere IN MANO il PROPRIO desiderio (Sessuale)!

Per mezzo di piccoli semplici esercizi fisici fatti stando a sedere, in piedi, camminando o in posizione sdraiata vogliamo favorire l’accesso alla nostra percezione, sentire come respiro, movimento e tensione muscolare influenzano la nostra esperienza corporea. Intraprendiamo un percorso nel quale sperimentare le possibilità di percepire eccitazione e desiderio sessuale e sentire il proprio corpo in maniera più intensa – non solo in autoerotismo & sesso con partner*. Non faremo esercizi sessuali in gruppo. Durante gli esercizi la connessione (con la sessualità) avviene a livello personale. Ogni persona sceglie individualmente il proprio livello di coinvolgimento.

Per 10-15 persone
Se ti possibile porta una stuoia da yoga ed un piccolo cuscino. Abbigliamento comodo e materiale per scrivere.

Katrin Lukas (38 anni, Zurigo), durante la mia formazione professionale di sessuologa all’Accademia di Merseburg (Hochschule Merseburg) e all’Istituto per consulenza sessuale (Institut für Sexualberatung) di Uster, Svizzera, imparo ad applicare metodi di terapia sessuale basati sul il modello sesso-corporale, accentrato su corpo, esperienza e azioni sessuali.

Era diverso allora, ma com’era? Verena Siegrist può guardare indietro ad una vita comossa.

Era una cara amica d`Amelia e Theo Pinkus e già dall‘inizio veniva a Salecina. Non si può pensare al movimento politico e femminista di Zurigo senza di lei. Anche per il servizio segreto svizzero lei era così interessante che quello l’ha osservata durante quaranta anni (dal 1949 al 1989). L‘anno scorso, ha presentato nel seminario femminista il suo libro: „anni comossi, vita comossa“. Quest‘anno vogliamo dare un’occhiata sulla questione come si sentiva durante gli anni comossi e vogliamo entrare in uno scambio sopra la realtà attuale nelle vite private e politiche delle donne* giovane. Seguiamo i punti chiavi: „la contracessione, i ruoli fissi attribuiti ai generi e familia e medicina riproduttiva“ e entriamo in un viaggio indietro, inizio agli anni 50 fino ad oggi.

Rote Zora La presentazione del libro“Rote Zora – feminist Urban Guerrilla – in the Federal Republic of Germany 1975-1995“

Questo è una pubblicazione italiana, feminista, indipendente e autosufficiente prodotto. Il libro tratta sopra il gruppo feminile tedesco e lesbico Rote Zora, che ha realizzato azione feministe di urban gorilla nella republica federale tedesca tra gli anni 70 al 90.
[Nel libro si ha raccogliato tutto gli tesi e documenti, che loro anno scegliato per esprimere i pensieri politici, come complemento dei capitoli. Così viene creato più la realtà politica in quale si moveva.]
Dopo di una prima presentazione del libro, proponiamo un workshop, in quale si poù discutere insieme in piccoli gruppi. Iniziamo con alcuno dei testi di Rote Zora, con temi che sono anche adesso relevante. Durante il workshop scegliamo diverse espressione creative come scrivere, ?, leggere colletivamente e fare collage.
Il gruppo Rote Zora si basa la sua convinzione sull`analisi della oppressione, che possiamo intitolare oggi come intersezionale.Per quello pensiamo che sia importante andare piu in fondo, anche al di fouri dell`interesse storico per il libro. Le analisi politichesono relevante fin adesso.

Karaoke è completamente degli anni novanta, però senza ballare, it‘s not my revolution!

Copy Dance ovvero il Balla-Karaoke con kate bush, rihanna, m.i.a. e co. Tutto quello di cui abbiamo bisogno è: il viedeoproiettore, uno schermo, la musica e voi tutte*!

Tra molte discussione interessante, in parte con temi controversi o magari con temi che ci toccano e i lavori di casa, vogliamo ballare insieme sulle nostre canzone preferite (queer-femministe).
Gli stars* dimostrano, noi imitiamo – e ciòe come vogliamo.
Prendete jogger e fasciette per i polsi e cercate i videoclips che volevate imitare già da sempre.

Con: Katha&Katrin

Bad Wages for Houshold?Esternalizzare il lavoro domestico – Va bene come femminista queer?

Continuazione/ Nuova edizione del workshop del 2017 “Il principio donna delle pulizie”

Spesso si pone la questione morale se come femminista e/o persona di sinistra si debbano fare da sola* i lavori di casa: pulire, lavare, stirare o curare accanto al lavoro pagato, oppure se si debba pagare qualcuno/a per questo o lasciare il lavoro ad altri senza pagamento.
Anche l’anno scorso ci siamo occupate di questo tema nel workshop “Principio donna delle pulizie” e abbiamo discusso molto sui diversi bisogni in ordine alla pulizia nelle comunità abitative e nelle vite di coppia e anche sulla “cattiva coscienza” se il lavoro rimane lì.
Quest’anno propongo una continuazione e un approfondimento del tema.
Accanto a cose giuste sentite come tali o discutibili la questione del lavoro domestico ha anche dei motivi materiali: quali strutture rendono possibile o necessario cedere ad altri/e i lavori domestici pagati o non pagati? O assumerli per altri/e dietro pagamento o senza pagamento?
Che cosa erano veramente le richieste della campagna femminista “salario al lavoro domestico” del 1972 e perché non sono state realizzate nelle nuove forniture di servizi? Come potrebbero essere delle buone condizioni di lavoro per il lavoro domestico?

Il workshop dovrebbe essere una miscela di una panoramica della situazione attuale sulle persone addette alle pulizie e sulle collaboratrici/tori domestiche/ci, avendo come punto centrale il nuovo mercato del lavoro in Germania, di uno sguardo retrospettivo sulla campagna wages for houshold
(salario al lavoro domestico n.d.t.) e di un interrogarsi dal punto di vista femminista queer sul carico di lavoro. E naturalmente ci deve essere tempo sufficiente per una discussione orientata alla risoluzione del problema in direzione del sovvertimento della situazione.

FEMMINISMO NELLE CULTURE MUSULMANE (INCLUSA MIGRAZIONE ED ESILIO)

Questo workshop si propone di offrire un’opportunità d’informazione, scambio di punti di vista e sviluppo della propria opinione. I possibili temi comprendono: Quali sono le mie nozioni sull’attivismo femminista in gruppi musulmani? Come posso contribuire dall’ambiente sociale a me immediatamente circostante? Quali aspetti vorrei approfondire? Il workshop si basa su un libro di Lana Sirri, pubblicato in tedesco nel 2017 con il titolo “Femminismi islamici”.

Claudia Koltzenburg (bianca, tedesca, 56 anni) studia Persiano, ha il dottorato di ricerca in “Letterature Internazionali” ed insegna il Tedesco in classi per rifugiati dal 2016.

La Mia grossa grassa FATPHOBIA greca

Sono Maria, ho 30 anni e sono cresciuta grassa in Grecia negli anni ’90 e 2000. Vorrei condividere alcune delle mie esperienze di persona un po’ grassa in Grecia e dal 2015 in Germania. Lo spazio che mi è stato dato dalle donne* feministe_queer-femministe* a Salecina è abbastanza da includere anche l’esperienza di persona estremamente grassa in Grecia, un gentile contributo di Silena dalla Grecia per aiutarci a capire che lo spazio della grassezza include varie esperienze ed ognuna di queste si merita pari visibilità. Desidero usare la possibilità datami per discutere sull’invisibilità di persone di minore o maggiore grassezza sia all’interno che al di fuori di spazi femministi, presentare alcuni gruppi esistenti in Grecia e cercare di scoprire se le partecipanti* sono a conoscenza di ulteriori gruppi. Inoltre desidero utilizzare questa occasione per riflettere insieme alle partecipanti* su come poter aiutare attivamente a combattere la fatphobia in maniera più efficace, cominciando dalle proprie idee problematiche.

Antisemitismo: esperienze, il non_visibile e dicibile nei contesto queerfemministi

Nella Germania dell’ovest negli anni ottanta e novanta ci furono alcuni tentativi di allearsi tra femministe nere, ebree e di colore per affrontare insieme in modo solidale il razzismo e l’antisemitismo diffuso nella società tedesca del post-nazismo – secondo noi queste alleanze si sono perse. Nei dibattiti queer-femministi di sinistra non sono quasi presenti femministe ebree della sinistra radicale e di conseguenza neanche esperienze di anti-semitismo a meno che non siano antisioniste con riferimento ad Israele. Secondo la nostra tesi, negli ultimi 20 anni c’è stato un Whitening di europee ebree all’interno dei discorsi facendo sì che le persone discriminate non erano più presenti nei dibattiti intorno ai rapporti di dominio o/e che l’antisemitismo veniva generalizzato come razzismo, e di conseguenza diventava invisibile. Secondo noi, questa invisibilità delle identità e delle esperienze ha portato a una tendenza crescente di pensare i contesti queer-femministi sempre di più come non-ebrei e di minimizzare e mettere in discussione esperienze di antisemitismo, ammesso che possano essere formulate al di fuori dai spazi protetti del privato e che ci sia la capacità di esprimersi verbalmente per concepire e descrivere le esperienze come antisemita.
Nel nostro workshop vogliamo vedere com’erano fatte queste alleanze tra femministe nere, ebree e di colore e quando e perché ci siano state delle rotture. Che tipo di esperienza fanno ebree in contesti queer-femministi di sinistra e come possiamo dare visibilità e voce a esperienze antisemita?